Mese: maggio 2019

La poesia prende corpo 7/06/19 h 19,00 Sparwasser v. del Pigneto 215 Roma

Presentazione “L’alba è un massacro signor Krak” di Thomas Tsalapatis
a cura di Nicola Basile

 

  “Ma arriva il mattino e come ogni mattino
i libri si risvegliano, bianchi e esausti.
Insieme a loro si sveglierà anche il signor Krak.
Chiuso nella mattina infinita afferrerà la matita.
Cercherà di riscrivere il bianco, il libro bianco
pieno di parentesi.”

“L’alba è un massacro signor Krak”

 

Poesia e psicodramma analitico

Il 7 giugno alle 19,00 ci ritroveremo c/o il Circolo Arci Sparwasser, via del Pigneto 215 , affinché la voce, le frasi del singolo si rendano lettera indirizzata all’altro, altro come colui presente nel gruppo e altro come colui presente nel pensiero. La poesia prenderà corpo nell’animazione del dispositivo dello Psicodramma Analitico, nella corporeità della drammatizzazione, conducendo i futuri lettori ad essere in primis narratori dei quesiti che li hanno portati ad essere scrittori senza carta, poeti senza rime da incardinare, pittori senza il confine di una cornice.

Affermiamo spesso che i sogni non si riescono a raccontare, nonostante restino vividamente nella memoria attraverso immagini o sensazioni. Altrettanto siamo in grado di sperimentare quando un’espressione musicale ci coinvolge a tal punto da renderci estranei al mondo, precipitandoci in un luogo e un tempo che poi ricorderemo intensamente.
Non ci dovremmo stupire se qualcuno vedendoci particolarmente coinvolti all’uscita di tale esperienza ci chiedesse se abbiamo bisogno di aiuto.
In qualche modo l’altro ci pone la stessa domanda che si poteva porre a noi bambini. Da bambini allargavamo le braccia in cerca di consolazione, all’uscita di un’esperienza particolarmente emozionante ricordiamo quel abbraccio.
Nella fruizione della poesia, dell’arte iconica, della musica, l’adulto non fa che utilizzare l’esperienza dell’infans, restando letteralmente “senza parola”.

“Dobbiamo provare a cercare le prime tracce dell’attività poetica già nel bambino?” domanda Freud nel saggio “Il poeta e la fantasia” (1907)
Non potendo divenire poeti noi stessi e quindi non potendo provare l’esperienza della scrittura della poesia, alla domanda sembra non poter dare risposta alcuna.
“Potessimo almeno trovare in noi stessi, o in coloro che sono come noi,una qualche attività in certo modo affine al poetare! Ci sarebbe la speranza, indagando tale attività, di farci una prima idea approssimativa della creazione poetica.”

I poeti però non si nascondono, osserva Freud, altrimenti la poesia stessa cesserebbe di esistere se alcun altro l’ascoltasse, la ripetesse, la barattasse nel mercato della vita.
Quindi la poesia la possiamo cercare in noi stessi? Si interroga Freud?
Se c’è un uomo c’è poesia e se c’è poesia possiamo sapere qualcosa selle sue origini.
“Forse si può dire che ogni bambino, impegnato nel giuoco si comporta come un poeta: in quanto si costruisce un suo proprio mondo o, meglio, dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose del suo mondo”, senza perdere la distinzione tra giuoco e reale.
Nel gioco si fa strada l’immaginario che cambia temporaneamente le regole spazio tempo:
”in quanto costruisce un suo proprio modo o, meglio, dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose del mondo”.
In quell’assetto il bambino sperimenta un piacere che l’adulto ritrova nell’espressione artistica, gioco dell’infanzia che da adulto si ricerca nell’estetica dell’arte, della poesia, del cinema, della musica. Nel gioco incontriamo Krak che osserva teste che fuoriescono dal terreno, ombre che vendono frescura, chiodi fissi in testa al lettore. Thomas Tzalapatis incontra il rovescio del mondo che vediamo, raccontando di un signor Krak che ci dà il biglietto per transitarvi. Seguendo Krak, acquistiamo il titolo di viaggio valido per transitare in un mondo di contrasti dove è lecito far saltare ponti in vacanza. Chiuso il libro ovviamente non potremo che guardarci intorno per verificare se altri lo stiano facendo sul serio, chiudendo frontiere e porti. Ma questo è appunto il reale.
Seguendo Krak scopriremo che i

«I poeti sono alleati preziosi e la loro testimonianza deve essere presa in attenta considerazione, giacché essi sanno in genere una quantità di cose tra cielo e terra che il nostro sapere accademico neppure sospetta». ( Freud - Gradiva di Jensen 1906)
Il pensiero dominante deve escludere, mettere sotto il tappeto, omologare, in altre parole rimuovere. Ma quel che viene nascosto nella vita quotidiana” assume un valore fondamentale nella spiegazione di un testo (sogno o opera d’arte che sia)”.
Ciò è ancor più evidente nei movimenti satirici di ogni fase storica in cui sia stata compromessa la libera espressione. Nella satira ricompare ciò che viene nascosto dal potere: la sessualità e con essa l’espressione del non detto.

Per poter accadere ciò ovviamente la forma deve trovare dei canali simbolici che siano attinenti alla storia. Nonostante la storia o i periodi storici passino, il messaggio dell’espressionismo nell’arte iconica o del sincretismo nella poesia inducono piacere ancor oggi, così come leggiamo con piacere Trilussa anche se non ricordiamo più i papi contro cui lanciava le sue strofe.

Secondo lo psicanalista francese, Jacques Lacan (1901-1981) «l'inconscio è quel capitolo della mia storia che è marcato da un bianco o occupato da una menzogna: è il capitolo censurato. Ma la verità può essere ritrovata; il più spesso è già scritta altrove. (J. Lacan Scritti )
Cioè:
• nei monumenti: e questo è il mio corpo, cioè il nucleo isterico della nevrosi in cui il sintomo isterico mostra la struttura di un linguaggio...;
• nei documenti d'archivio, anche: e sono i ricordi della mia infanzia...;
• nell'evoluzione semantica: e questo corrisponde allo stock e alle accezioni del vocabolario che mi è proprio, così come al mio stile e al mio carattere;
• e nelle tradizioni, addirittura nelle leggende che in forma eroicizzata veicolano la mia storia;
• nelle tracce, infine, che di questa storia conservano inevitabilmente le distorsioni necessarie dal raccordo del capitolo adulterato con i capitoli che l'inquadrano, e delle quali la mia esegesi ristabilirà il senso».

L’inconscio si manifesta ma pur essendo un linguaggio non possiede parole. Le parole gliele offre ciò che esce da fessure, brecce del reale, in forma di metafore, nell’arte, nella letteratura e nella poesia e in forma metonimica, nella ricerca di un significato per un altro, che ogni autore offre prima di tutto a se stesso per esprimere ciò che ancora non appare.

Si tratta di figure che si pongono fra ciò che è manifesto e ciò che è stato occultato, posto “altrove”.
In questo movimento verso un “altrove”, mai posto nello stesso luogo, che andiamo a incontrare il signor Krak che è addetto allo svelamento del proibito, dell’altro testo, scritto al disotto e da leggersi in trasparenza, dove la tecnica di lettura non scorge che graffi e “di notte i libri conversano”.

Biblio
S. Freud – Il poeta e la fantasia (1907) – Opere vol. 5 – Boringhieri
S. Freud – Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di W. Jensen (1906) - Opere vol. 5 – Boringhieri
Jacques Lacan – Scritti – p.252 - Einaudi
http://www.luzappy.eu/lett-psica/freud-lett.htm
T. Tsalapatis - L'alba è un massacro - XY editore

(Non) Presentazione di “L’alba è un massacro signor Krak”

a cura di Nuovi PercorsiCircolo ARCI Sparwasser, Roma

Abbiamo sentito un Krak...
e dalle pagine di un libro si è aperta una fenditura. Sbirciandoci dentro abbiamo visto un uomo a cui è spuntato un chiodo in fronte, era seduto nei pressi di un giardino dove spuntavano braccia e teste. In quei dintorni si aggirava anche un’ombra solitaria prestatrice di frescura e, se a distanza si intravedevano i bagliori di ponti deflagrati, dai fondali marini emergevano pulegge, corde, ormeggi e cavalli.

Abbiamo sentito un Krak...
e quel Krak si è presentato a noi: un personaggio talvolta trasparente, talaltra indefinito.
Il 7 giugno,“noi” lo presenteremo a voi, insieme al suo creatore e poeta Thomas Tsalapatis, al Circolo ARCI Sparwasser.
Il pubblico prima ascoltatore e osservatore, sarà poi invitato, attraverso il dispositivo dello psicodramma analitico, a narrare una propria lettura degli scenari conosciuti con il signor Krak.

“Noi” siamo un gruppo di curiosi esploratori, composto dagli psicoterapeuti e dai terapisti dello studio Nuovi Percorsi, dalla traduttrice Viviana Sebastio e dall’illustratrice Federica Reale.
Durante la serata interverrà l’autore Thomas Tsalapatis in collegamento da Atene.

Cosa: (Non) presentazione di “L’alba è un massacro signor Krak”, antologia di prose e poesie di Thomas Tsalapatis, traduzione di Viviana Sebastio, edizioni XY.IT
Quando: Il 7 giugno 2019 dalle ore 19.00 alle 21.00
Dove: Circolo ARCI Sparwasser, via del Pigneto 215, Roma
A cura dello studio Nuovi Percorsi, Viviana Sebastio, Federica Reale.
In collaborazione con Editore XY.IT, SIPsA (Società Italiana di Psicodramma Analitico), Edelweiss Agenzia Letteraria.

È gradita prenotazione a: leggilagrecia@gmail.com

Breve bio

Thomas Tsalapatis nasce nel 1984 ad Atene, dove studia Teatro presso la Facoltà di Filosofia. È poeta, autore teatrale e critico letterario. Nel 2011 pubblica “L’alba è un massacro signor Krak”, che gli vale il Premio Nazionale per la Letteratura come scrittore esordiente. In seguito scrive e pubblica “Alba” e “Geografie di Fritz e di Lang”, insieme alle opere teatrali “Monica Vitta non ricorda più” e “Encore”, messa in scena dal regista Theodoros Terzopoulos, in Grecia, in Italia e a Istanbul.
Nel 2018, Thomas Tsalapatis riceve il Premio InediTO – Colline di Torino al Salone del Libro di Torino, con la raccolta “Circostanze”, pubblicata in “L’alba è un massacro signor Krak”.
È spesso ospite in festival di poesia europei. Le sue opere sono state tradotte, oltre che in italiano, in francese, inglese, spagnolo e arabo.
Cura il blog “Groucho Marxism”, un attento osservatorio sulla società e sulla cultura greca ed europea.