comunità Età Evolutiva Eventi gruppo Istituzione Psicoanalisi Psicodramma Analitico Psicoterapia Terapia con il bambino
By Nicola Basile
0 Comments
“Dialogare sul tempo dell’ascolto e lo Psicodramma Analitico”
Il centro didattico “Aletheia” della Società Italiana di Psicodramma Analitico
ti invita a condividere con l’autore e amico la nostra comune ricerca sul dispositivo psicoanalitico dello Psicodramma.
Il gruppo, inteso come collettivo e non come classe, ha una sua funzione logica nella dinamica dell’incontro con gli altri, scandita da tre tempi: l’istante per guardare, il tempo di comprendere, il momento di concludere.”
"Lo psicodramma analitico e le sue applicazioni cliniche" Ed. Poiesis, p. 122.
Quando si ascolta la domanda dell’uomo, della donna, del bambino e della bambina, ciascuno soggetto desiderante nel gruppo, il tempo perde la caratteristica della misura e diviene movimento dello sguardo, dell’ascolto e del claudĕre ‘chiudere’?
Chiediamolo all’autore.
Non è soltanto la presentazione di un libro,
non è una conferenza,
è un tempo e uno spazio
per dare corpo
a parole e riflessioni
sul piacere della psicoanalisi
e le sue applicazioni cliniche.
Interverranno:
Renato Gerbaudo: già didatta S.I.Ps.A, insegna c/o I.C.Le.S
Nicola Basile: didatta S.I.Ps.A
Eugenia Bruni: sostenitrice S.I.Ps.A
Milena Ciano: associata S.I.Ps.A
Alessandra Corridore: didatta C.I.P.A e associata S.I.Ps.A
Stefania Falavolti: didatta S.I.Ps.A
Annalisa Pascucci: didatta S.I.Ps.A
Ci incontreremo il 27 marzo 2026,
alle ore 17,30,
presso l'associazione Abaco,
Via Giovanni Maggi,
117-119, 00176 Roma.
https://maps.app.goo.gl/Uzcs1nnZQ2d6AxVg7
Informazioni
Nicola Basile
• cell. 3296322722 (lasciare messaggio su whatsapp per essere richiamati)
• mail: nibasile@libero.it


interazioni madre-bambino, ma è anche un aspetto caratterizzante la relazione terapeutica. L’analista può essere pensato come “contenitore materno”. Bion (1962) sviluppò questa idea formulando una teoria del contenimento materno e terapeutico e usò il concetto di identificazione proiettiva per far luce sull’ interazione interpersonale. All’ interno di quest’ottica, il bambino, piangendo, attua una forma di comunicazione proiettiva, attraverso la quale la sofferenza è sentita ed introiettata dalla madre. Se la madre è in quel momento in grado di svolgere abbastanza bene le sue funzioni, può fare un lavoro psichico al proprio interno che le permette di definire il problema e ciò che serve per risolverlo. Essendo capace di comprendere ciò che non va, la madre può intraprendere le azioni opportune, provvedendo al bambino, in modo da alleviarne le sofferenze. Il processo di definizione del malessere e del modo in cui affrontarlo viene comunicato al bambino attraverso l’atto di occuparsi di lui, ad esempio, nutrendolo. Si tratta di una proiezione di ritorno della sofferenza, trasformata in un’azione di comprensione (rêverie materna). Il bambino, una volta che la madre ha iniziato a provvedere e a dare assistenza alla sua sofferenza, può riprendersi tale esperienza (reintroiettarla) ma in una forma modificata. Attraverso l’introiezione dell’esperienza che è stata compresa, il bambino può arrivare ad acquisire la stessa comprensione che ha la madre. Per esempio, se la madre è attenta, egli può comprendere, attraverso i suoi interventi, che una determinata esperienza significa fame (ovvero richiede che qualcosa sia accostata alle sue labbra per essere succhiata e dare nutrimento). L’accumularsi delle occasioni in cui le esperienze vengono capite inizia a creare un’acquisizione, interna al bambino stesso, di un oggetto interno che ha la capacità di comprendere le sue esperienze. La Segal (1975) descrisse questa interazione madre-bambino come modello dello sforzo terapeutico dell’analista.
Un altro contributo fondamentale al tema della cura è stato fornito da Winnicott, che ha individuato nel rapporto madre-bambino il nucleo da cui trae origine lo sviluppo psichico dell’individuo, la formazione del Sé, la costituzione dell’Io e il rapporto con il mondo esterno.
Questo incontro presenterà come si è svolta un’esperienza di ricerca in ambito educativo e formativo in cui è stata utilizzata la metodica dell’osservazione diretta. Verrà illustrato ciò ha portato alla definizione di un modello di apprendimento che ha aiutato ad ampliare e modificare lo sguardo dell’adulto sull’infanzia.
Saremo sempre isole,
In questi ultimi mesi il nostro desiderio ha investito energie preziose e vitali per contrastare la pulsione di morte manifestatasi in modo esemplare attraverso la pandemia.
con sede in via A. Borelli 5, è all’opera per renderne possibile una lettura web. L’impegno editoriale è stato affidato al dott. Nicola Basile e alla nostra amica dott.ssa Viviana Sebastio (5). I curatori della pubblicazione si sono dati un tempo breve, dicembre 2020. I nostri auguri per il loro impegno.