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Riflessi di notte

“Intervenire o astenersi? Questo è il problema.”

elaborazione dell’esperienza di osservazione
seminario SIPsA on line di Polivisione
in setting di Psicodramma analitico
febbraio 2023
dott.ssa Stefania Falavolti

"Assenza di corpi”.

Si è partiti da qui nella seduta in assenza di corpi, ognuno chiuso nella propria finestrella. Facile assentarsi, dissimulare disagio o imbarazzo.
Fluttua una domanda: intervenire per aiutare, può significare una occupazione, quasi militare, dello spazio dell’altro, entrare nel suo territorio da nemico fingendosi amico; pensare di liberarlo e farlo stare bene per forza, dall’alto di chi sa cosa sia il suo bene?

"Fare finta di non vedere o non vedere davvero?"

All’opposto astenersi cosa può significare? Lasciare che l’altro si liberi, ne trovi le forze o tenersi fuori dalla relazione? Forse ritirarsi e trincerarsi nel proprio spazio sicuro, protetto da regole astratte, nell’illusione di proteggersi dal contagio. Fare finta di non vedere o non vedere davvero la carne lacerata ed il sangue di persone ferite, traumatizzate ed abbandonate, umiliate. Non tendere, non solo e non tanto una mano od un cibo, ma uno sguardo vero ed un ascolto attento che restituisca dignità di persona. Poter sopportare il dolore dell’altro scoprendo che non è poi così diverso dal nostro, di ieri e se non di oggi forse di domani, che anche la nostra carne sanguina, anche la nostra anima si lacera. Questa somiglianza consente di comunicare pur con linguaggi diversi. Anche astenersi allora può diventare qualcosa di ostile, se fatto per sentirsi superiori alle fragilità umane. Nessuna analisi, per quanto lunga ed accurata, potrà mai, per fortuna! Guarire tutti i mali e far scomparire tutti i buchi…Non esiste una soluzione certa e perfetta.

"Conservare la fiducia di poter risalire insieme"

Abbandonarsi un po' è lasciarsi cadere in una voragine oppure scendere, accompagnando l’altro negli Inferi, scoprirne i gironi, riconoscere volti e pene già noti, trovarne di inaspettati e terribili. Occorre conservare la fiducia di poter risalire insieme, provare a credere di poter volare come l’eterno bambino Peter ed i suoi amici che lui fa cospargere di polvere magica. Anche questo, però, rappresenta un rischio, quello di farsi catturare dalla fantasticheria di un mondo immaginario e restare prigionieri dell’Isola che non c’è. Tale pericolo può fare persino più paura del contagio del dolore e della morte.

“Colui che soffre è in perenne rivolta contro la realtà…"


Ad un grande baratro di fuoco si contrappone un empireo senza confini certi, in entrambi i casi ci si sente “sperduti”, bruciati o trasformati, direi fuori luogo. Il punto è che, come dice Ferenczi “colui che soffre è in perenne rivolta contro la realtà…è fuori di sé”[1] sempre più estraneo a sé stesso, ognuno perso in un proprio mondo infernale od estatico, dominato da leggi e linguaggi incomunicabili, più di quanto ciascuno di noi non lo sia già.

"Occorre una guida"

Per trovare la strada di casa e riuscire a ri-conoscersi spesso occorre una guida, almeno un poco più esperta, che abbia attraversato e superato lo stesso cammino e simili paure, ma sappia accettare di poter sbagliare e cadere di nuovo ma con la consapevolezza di sapersi, magari a fatica, rialzare. Guide e/o compagni di un viaggio difficile e pericoloso, questo il lavoro di un gruppo, soprattutto in presenza, corpi che incontrano altri viandanti, che possono riconoscersi fra naufraghi e fuggiaschi, anche se di vari colori e multipli idiomi. Ci si può guardare ed alzarsi dalla sedia, mettendo in comune il poco ed il molto che ogni essere umano reca con sé. Riuscire a scalare montagne e guardare negli abissi mantenendo i propri passi saldi sul sentiero, uno sguardo verso il cielo ed un altro alla meta lontana. Ritrovarsi alla fine, attraversato il mare in tempesta, intorno ad un fuoco che scalda ma non brucia, confrontando incubi e sogni, paure e speranze, rimpianti e progetti, scoprendo con stupore di essere riusciti a comunicarsi qualcosa.

Note:

[1] Sandor Ferenczi  “Diario Clinico” pag. 85-86, Raffaello Cortina ed., Milano 1988
[2] Fotografie di Nicola Basile

Contatti e informazioni

Il seminario del 25/03/2023, h 9,30-13,00, in presenza in via Nomentana 333/c è aperto a coloro che con noi desiderano interrogare attraverso il dispositivo dello Psicodramma analitico, i nodi che la relazione di cura pone alla società. Il seminario come sempre non è gratuito. La partecipazione richiede la fatica del proprio esserci e il desiderio della psicoanalisi.
Per per poter ricevere informazioni scrivere a Nicola Basile - nicolabasile.edu@gmail.com
nuovipercorsiviaborelli@gmail.com, indicando il proprio nome, professione, numero di telefono.
Riceverete una mail e messaggio WhatsApp di conferma.
Altrimenti inviare un messaggio WhatsApp a Nicola Basile - 3296322722

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